La vasca da bagno, Mencken e la guerra

Henry Louis Mencken nel 1928 – Fonte: Wikipedia

Il 28 dicembre del 1917, H.L. Mencken, il giornalista iconoclasta, pubblicò sul “New York Evening Mail” l’articolo A negletted anniversary (un anniversario trascurato). Gli fu dato questo titolo poiché, come dichiarò, l’America aveva trascurato di celebrare il 75° anniversario della moderna vasca da bagno, venuta alla luce a Cincinnati (Ohio) il 20 dicembre 1842. “Nemmeno un idraulico ha salutato l’evento ed ha esposto una bandiera. Nemmeno un governatore ha proclamato un giorno di preghiera”, lamentava lo scrittore, proccupandosi di offrire una storia della vasca da bagno negli Stati Uniti. Fornì pure il disegno del contesto politico dell’invenzione. Per esempio, il Presidente Millard Fillmore installò la prima vasca da bagno alla Casa Bianca nel 1851. Questa fu la prima coraggiosa presa di posizione del Presidente Fillmore, da quando la vasca da bagno divenne motivo di controversie con le autorità mediche. Mencken ricordava: “Boston dichiarò, per prima, nel 1845, illegale la vasca da bagno, tranne che nei casi prescritti dalla medicina, ma l’ordinanza non fu mai in realtà imposta per essere poi, nel 1862, abrogata “.

“L’oblio dell’anniversario fu la diretta conseguenza della propaganda anti-tedesca che dominò l’opinione pubblica negli anni prima e durante il coinvolgimento americano nella Prima Guerra Mondiale”. Mencken era un rispettato ed autorevole giornalista. Si fece le ossa al “Baltimore Newspaper” per poi diventarne redattore finanziario nel 1904. Negli anni della guerra non poté pubblicare nulla che la riguardasse in ragione delle simpatie che portava alla Germania -dettate dal rispetto per la sua cultura, che contraddiceva la corrente visione dei “barbarici Unni” che passavano alla baionetta i bambini belgi. (Dapprima accettata dall’opinione pubblica americana, questa idea fu in seguito sconfessata come speciosa propaganda).

Mencken aveva tentato di infondere qualche prospettiva realistica sulla guerra fra i periodici americani. Verso la fine del 1916, egli lavorava come reporter al fronte ma la rottura delle relazioni diplomatiche lo obbligarono al rientro in America. A casa scoprì con rabbia che la maggior parte dei suoi servizi non era stata pubblicata. Edward A. Martin scive in Mencken and the Debunkers (1981): “Era il 1917, Mencken, appassionato germanofilo, avvertiva il tentativo di mettergli il bavaglio posto in atto dall’eccesso di patriottismo degli americani. Free lance (la colonna giornaliera che teneva sul “Baltimore Evening Sun”) venne sospesa nel 1915 per le impopolari idee di Mencken sulla guerra. La guerra e tutto ciò che la riguardava fu esclusa dai suoi scritti fino a dopo il 1919 …”.

A questo punto, Mencken -un animale politico completo- rinunciò, per poter almeno pubblicare qualcosa, a scrivere articoli politici. A Boook of Preface, un libro di critica letteraria, apparve nel 1917. Il suo libro sulla condizione sociale delle donne, In Defense of Women, fu pubblicato nel 1918. La prima edizione dell’opus magnum di Mencken, The American Language, uscì lo stesso anno. Suoi articoli comparvero sulla rivista letteraria, edita con George Nathan, “Smart Set”, dove si fa cenno ad argomenti relativi alla controversia sulla vasca da bagno.

Mencken era lontano dall’essere un ottimista, visto che le sue idee venivano soffocate. Si lamentò con Ellery Sedgwick, editore dell’ “Atlantica Monthly” poiché si vedeva rifiutare gli articoli: “E’ fuori questione che un uomo con la mia educazione abbia voluto che la guerra fosse evitata … Non posso predicare contro i danni dell’isterismo democratico senza menzionare l’ovvio uso personale che i politicanti fanno della pubblica credulità e dei suoi spauracchi”.

La sua travagliata frustrazione si riscontra in A negletted anniversary. Come la maggior parte degli scritti di Mencken, l’articolo ha diverse chiavi di lettura. E’ una satira destinata a diventare un classico in quel genere di letteratura nella quale primeggiò lo Swift di A modest proposal, dove si metteva in ridicolo la politica inglese in Irlanda. Mencken fu eloquente nello scherno, aiutato per giunta da false citazioni e statistiche di fantasia. In breve, la sua storia della vasca da bagno costituiva una burla nel contesto della storia reale. Del resto, la moderna vasca da bagno non fu inventata a Cincinnati, non fu introdotta alla casa Bianca da Fillmore. Le leggi contro la vasca da bagno che Mencken citava, per dirla con un’espressione da lui prediletta, erano “chiacchere”.

Ritenendo lo scherzo una sorprendente mistura di ovvietà dura da confutare, l’autore di Un-negletted history, P.J. Wingate, osservava: “la storia dice che Millard Fillmore diventò presidente nel 1850. Vero. Ciò era facile da dimostrare” … “Il Gen. Charles M. Conrad fu segretario alla guerra con Fillmore. Vero anche questo … Ma altre sono le trappole. Egli cita dal “Western medical depository” del 23 aprile 1843 e dal “Christian register” del 17 luglio 1857. Nessun editore e nessun erudito poté trovare traccia di queste immaginarie riviste, ma esse avevano titoli plausibili. Inoltre, le date precise conferivano tale verosimiglianza alle citazioni cosicché i ricercatori dovevano cominciare a valutare come carenti i loro archivi”.

L’intenzione di Mencken non era quella di un puro divertimento, sebbene provasse piacere nella burla. An Neglected Anniversary era un ironico atto spregiativo diretto a quei giornalisti che sconsideratamente riportano delle fantasie come fossero reali cui si aggiungono quei lettori creduloni che se le bevono senza metterle in dubbio. Tramite questa burla, Mencken dimostrò a se stesso e alle sue più strette amicizie, che l’opinione pubblica americana crede a qualsiasi assurdità, schiava delle proprie emozioni. Essa avrebbe creduto che l’inesistente inventore di Cincinnati, Adam Thompson, sapesse come scaricare comodamente il cesso, in una città sprovvista di acqua corrente, e trasportare il fiume Ohio in secchi fino alla propria vasca da bagno.

Soddisfatto del suo scherzo, Mencken rimase in proposito silenzioso per otto anni, fino a Melancholy reflections” apparso sul “Chicago Tribune” il 23 maggio 1926. L’articolo era la confessione di Mencken e un appello al buon senso degli americani dove si raccomanda come gli scherzi possano degenerare. A neglected Anniversary fu stampato e ristampato centinaia di volte durante la guerra. Mencken ricevette numerose lettere di avvallo da molti lettori e richieste di maggiori dettagli da altri. La sua storia della vasca da bagno è stata ripetutamente citata da altri scrittori come un testo di referenza. Come Mencken scrisse in Melancholy reflection, i suoi “fatti” erano finiti per essere riconosciuti come autentici da vari medici o ciarlatani che fossero, ciò a riprova della stupidità della categoria che individuava negli assunti dell’articolo una dimostrazione dei progressi della pubblica igiene. L’evento più memorabile della presidenza Fillmore era la data del compleanno del presidente stesso, fu dunque facile inventarsi che egli introdusse la vasca da bagno alla Casa Bianca (uno studio dimostrava del resto che Andrew Jackson l’aveva già installata nel 1834, anni prima delle date fornite da Mencken, ciò nonostante gli americani rimasero convinti del lodevole contributo di Fillmore)

Mencken rifletteva sugli esiti della ritrattazione. “A Cincinnati, le fabbriche di sanitari vantavano ormai un primato che dava alti guadagni. I guaritori mi maledivano per averli sguarniti delle munizioni. I signori medici abboccarono alla cialtronaggine per poi a loro volta denunciarmi come cialtrone”. La meraviglia di fronte alla realtà disvelata suscitò l’idea che Mencken dovesse essere isolato in Russia quale bolscevico.

Si può solo ipotizzare che le reazioni a Melancholy reflection sorprendessero Mencken, il quale era un cinico esperto. Ci fu chi credette che la confessione fosse la burla e non il primo articolo. Mencken fu stimolato a reimpugnare la penna per un articolo ulteriore intitolato Hymn to de truth. Pubblicato sul “Chicago tribune” il 25 luglio, Mencken così discettava: “l’ “Herald” stampò il mio articolo (Melancholy reflection) a pagina 7, nella sezione degli editoriali … su due colonne deputate alla satira … Tre settimane più tardi, nella stessa sezione, ma promosso in prima pagina, lo stesso “Herald” ristampò i miei dieci anni di presa in giro, questa volta in un contesto serioso”. La vasca da bagno di Mencken sta a dimostrare come una storia architettata in modo grazioso ed incantevole possa abbindolare la gente.

In seguito, degli studiosi si sono applicati seriamente a smontare le teorie di Mencken e molti libri hanno indagato a fondo la questione relativa alla bufala. Le biografie di Mencken danno risalto alla storia della vasca da bagno, nel contempo ancora oggi i libri popolari di storia americana riferiscono a Fillmore l’introduzione della vasca da bagno alla Casa Bianca, perfino molti calendari delle scuole pubbliche ripetono la solfa.

E’ facile ridere di tutto questo, ma non si deve dimenticare che Mencken intendeva dimostrare la drammatica inattendibilità di numerosi giornali, i quali troppo spesso vengono letti acriticamente. Quando il pubblico è preda di forti emozioni, specialmente nei periodi bellici, questo fenomeno fa da supporto all’insindacabile politica governativa. Quando si leggono resoconti di guerra, diventa preziosa l’opinione di Mencken: “probabilmente nemmeno l’un per cento dice il vero”.

Wendy McElroy in biblioteca dell’egoista, 2000

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