Sulla Missione Law tra i partigiani

documento rinvenuto a cura di Giuseppe “Mac” Fiorucci in preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia [Partigiani del mare]

A fine settembre 1943, in una notte senza luna, un sommergibile britannico (probabilmente il Seraph) sbarcò sulle coste liguri, a San Michele di Pagana, la missione LAW, la prima missione alleata nel Nord Italia. La missione attuò il primo collegamento radio fra Genova e Algeri. Fino a novembre restò l’unica missione della N° 1SF in Italia. I Servizi Segreti alleati furono particolarmente impegnati nell’organizzare le proprie reti nel Nord Italia; i britannici si orientarono verso il settore operativo e privilegiarono il Veneto, il Piemonte e la Liguria; gli statunitensi dettero la precedenza all’informazione e operarono in Piemonte, Lombardia ed Emilia. Queste azioni furono ostacolate dalla insufficiente disponibilità di uomini addestrati all’impiego delle radio e dalla mancanza materiale di apparati radio. Giuliano Manzari, La partecipazione della Marina alla guerra di liberazione (1943-1945) in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Periodico trimestrale – Anno XXIX – 2015, Editore Ministero della Difesa

Già vicino agli ambienti di Giustizia e Libertà durante gli studi universitari, Eros Lanfranco nei primi anni Quaranta entrò in contatto con elementi del neonato Partito d’azione e dopo il 25 luglio 1943 venne chiamato a rappresentare il partito nel Comitato dei partiti antifascisti di Genova. Dopo l’8 settembre fu tra i fondatori del CLN Liguria, e a partire dal mese di ottobre entrò a far parte anche del suo Comitato militare. Contemporaneamente Lanfranco fornì un contributo prezioso nell’organizzazione delle prime bande di Giustizia e Libertà nella regione e svolse un ruolo importante nell’ambito di quella missione Law – sbarcata a fine settembre presso Cavi di Lavagna e composta da Guglielmo Steiner, Fausto Bazzi e Guido De Ferrari – che rappresenta il primo contatto operativo tra partigiani e alleati. Padri e Madri della Libertà

Tanta tempestiva alacrità avrebbe prodotto a breve la prima (in assoluto) operazione congiunta di intelligence tra le forze alleate e il movimento partigiano dell’Italia del nord: quella missione Law che avrebbe consentito a due ardimentosi, Guglielmo Steiner (Mino) e Fausto Bazzi, entrambi addestrati frettolosamente ad Algeri dal Soe britannico (Special operations executive) e dall’Oss americano (Office of strategic services, precursore dell’odierna Cia), di sbarcare dal sommergibile britannico Hms Sykle sulla spiaggia di Cavi di Lavagna ai primi di ottobre del ’43 muniti d’un apparecchio ricetrasmittente consegnato infine, dopo rocambolesche avventure, al referente ligure della missione, il genovese Piero Caleffi, a sua volta a stretto contatto sia con l’organizzazione Otto di Ottorino Balduzzi sia con gli esponenti milanesi della cospirazione di matrice azionista e giellista facente capo a Ferruccio Parri. Vittorio Civitella, Zolesio e l’opera di intelligence di Fellner e Unger di Löwenberg, in STORIA E MEMORIA, I.L.S.R.E.C., anno XXV, N. 2/2016

Raggiungiamo Bari, poi Napoli, da poco liberata e con altri venti antifascisti, alla testa dei quali era Raimondo Craveri e l’appoggio di Benedetto Croce, costituiamo l’O.R.I. (Organizzazione della Resistenza Italiana) che a sua volta viene accolta dall’O.S.S. (Servizio Segreto Americano) e dopo un accelerato corso di formazione divento agente del servizio strategico americano e ufficiale di collegamento tra l’esercito alleato e le formazioni partigiane del nord. Durante i venti mesi della Resistenza svolgo quattro missioni in territorio nemico.
Ennio Tassinari su Patria Indipendente, 23 luglio 2006, p. 30

I primi suggerimenti di costituire legioni volontarie combattenti con bandiera italiana accanto agli alleati erano stati dati al generale americano William Donovan, capo dell’O.S.S. (Office of Strategie Service), da Raimondo Craveri e Pasquale Schiano al campo di Pesto e, subito dopo, da Benedetto Croce il 22 settembre a Capri. A una domanda di Donovan sullo stato d’animo degli italiani Croce rispose che essi erano ansiosi di poter contribuire alla liberazione della propria terra combattendo accanto alle armate alleate […] In realtà il generale Pavone era già entrato per suo conto in rapporto con gli americani, sbarcati vicinissimo alla sua residenza. E, poiché le deficienze personali di Pavone andranno annoverate fra le cause concomitanti della cattiva riuscita del tentativo (abbiamo visto che lo suggerisce anche Croce), sarà bene dir subito brevemente come egli fosse uomo valoroso e onesto, ma alquanto all’antica sia per formazione morale che per impostazione tecnica […] Era entrato negli ultimi tempi in contatto con il partito d’azione, e si era fatta la fama di essere uno dei pochi generali antifascisti e repubblicani; ma la sua preparazione politica era rimasta alquanto approssimativa. Il 15 settembre Raimondo Craveri aveva scritto a Pavone, a nome di Italia Libera che il suo contributo sarebbe stato prezioso per la lotta contro i tedeschi, e che questa era pure l’opinione di Croce. Pavone aveva avuto inoltre in quei giorni colloqui con il generale americano Lange, col tenente colonnello Kenneth Mann e con altri ufficiali alleati. Non gli giunse dunque inaspettato l’invito ad assumere il comando dei volontari. Il 23 settembre si ebbe cosi un colloquio al campo di Pesto fra il generale Donovan, il generale Pavone, il colonnello Huntington (capo dell’O.S.S. per l’Italia), il maggiore Munthe (figlio di Axel, ufficiale dell’esercito inglese, servizi di informazione), il capitano Sylvester (cioè Massimo Salvadori, anch’egli ufficiale dei servizi di informazione britannici) e Craveri. Donovan apparve a Pavone, cui mostrò il promemoria preparato per Clark, uomo di «autorità e sicurezza», di «spirito pratico e fattivo»: a lui Pavone parlò con molta franchezza e dignità […] L’iniziativa di Croce ebbe infatti rapidi sviluppi. Il giorno dopo il ricordato colloquio di Capri il generale Donovan inviava al comandante della quinta armata, Clark, un promemoria intorno alla organizzazione degli Italian Operational Groups for Employment with Allied Forces […] “Nulla era cambiato fra i militari”: questo giudizio contenuto nell’ultima lettera di Giaime Pintor, accorso in un primo momento, come tanti altri, a Brindisi piena di ufficiali in massima parte chiaramente fascisti, sintetizza bene l’impressione radicatasi nell’animo di coloro che consideravano primo dovere organizzare la lotta armata contro i tedeschi e i fascisti. Doveva quindi sgorgare del tutto naturale l’idea di dar vita a corpi di volontari indipendenti dalla vecchia organizzazione militare […] la qualità umana di molti dei volontari affluiti era eccellente. Basterà ricordare la presenza fra di loro di Giaime Pintor che insoddisfatto della lentezza con cui procedeva la preparazione dei reparti combattenti, si dedicò nell’attesa, con Francesco Flora e Aldo Garosci, ad organizzare a latere un ufficio stampa che si trasformò poi in un attivo Centro Italiano di Propaganda. Dei volontari presentatisi si salvarono dal naufragio due nuclei principali. Uno fu quello adunato attorno a Pintor e che organizzò il passaggio delle linee in cui Giaime doveva trovare le mine tedesche e la morte, come la morte trovò poi alle Fosse Ardeatine un altro di quel gruppo, Paolo Petrucci. L’altro diede luogo, ad iniziativa di Craveri, alla Organizzazione per la Resistenza Italiana (O.R.I.). Fu questo un servizio segreto cui diedero il loro apporto uomini di tutti i partiti antifascisti e che ebbe poi notevole importanza nell’organizzazione dei contatti con le forze partigiane dell’Italia settentrionale. E che i comandi alleati, anzi proprio Donovan, appoggiassero tale formazione subito dopo il fallimento Pavone, è una ulteriore conferma che anche per i Gruppi Combattenti Italia gli americani avevano pensato più a qualcosa di quel tipo che ad un esercito schierato in campo.[..] una parte degli uomini che erano stati raccolti da Pavone, furono rilevati da Craveri per l’ORI (Organizzazione per la Resistenza Italiana), che egli reclutò per l’OSS ( Office of Strategic Services) dopo essere stato avvicinato a Capri nel settembre dal generale Donovan. Lo aiutava nell’impresa uno scienziato napoletano, il dottor Enzo Boeri, le cui simpatie politiche (come quelle di Craveri) oscillavano fra il PDA e il PLI. Coordinata dall’OSS, l’ORI operava spesso in più stretti rapporti con i CLN e i partiti politici che non le SF (Special Force) britanniche. Fin dal settembre l’ORI collaborò alla spedizione della prima missione alleata (Law) nel Nord. Trasportata da un sottomarino e diretta a Lavagna in Liguria, essa era guidata da un nipote di Matteotti, Guglielmo (Minot) Steiner, e comprendeva Fausto Bazzi e Guido De Ferrari. Alla missione si aggiunsero poi Piero Caleffi del PDA di Genova e altri, tra cui il radiotelegrafista Giuseppe Cirillo che più tardi proseguì la sua attività presso la direzione milanese della Resistenza. Nell’ottobre l’ORI di Craveri stabilì un contatto radio con il servizio informazioni clandestino della Otto, appena organizzato a Genova da Ottorino Balduzzi, sostenitore a quell’epoca del PDA. [..] Parri fu in grado di servirsi frequentemente dei servizi della Otto e di comunicare grazie a essa con gli Alleati. Sia l’ORI che le SF si servirono in seguito regolarmente del servizio informazioni della Franchi che le succedette, istituito da Edgardo Sogno e da altri autonomi. ANPI Brindisi

[…] due importanti missioni paracadutate ai primi di aprile 1945: la missione Franconia in Friuli e la missione Grape II comandata da Santini (mio nome di adozione). Preciso che fui paracadutato al Passo del Mortirolo in Alta Valle Camonica. Il giorno dopo fui seguito dalla missione Norma del Capitano Christopher de Hartungen, alla sua seconda missione. Durante la prima, fece un ottimo lavoro informativo essendo riuscito ad occupare il ruolo di Podestà di un Comune importante del Friuli. Per queste sue vicende è stato accusato di essere un doppiogiochista e neanche il lungo tempo trascorso ha risolto il problema. Ennio Tassinari su Patria Indipendente,  18 febbraio 2007

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