Maldestri interventi del 1872 nella Chiesa Parrocchiale di Pigna (IM)

Quando nel 1872 don Giacinto Bianchi modificò il pavimento della Chiesa Parrocchiale di San Michele [a Pigna (IM), Alta Val Nervia], abbassandolo di oltre 20 cm e di fatto cancellando le tombe disposte sui due lati laterali, distrusse parte della memoria storica del paese.

Non pago del danno, fece ricoprire le colonne cilindriche ed ottagonali di una malta nera.

Il suo delirio architettonico terminò dopo il 1875 quando fu cacciato a furor di popolo e accompagnato fuori dal paese.

Ed il Prof. Nino Lamboglia sosteneva in Primi restauri alla Chiesa Parrocchiale di Pigna:…”occorre innanzitutto ricordare che fino ai restauri del 1872 la chiesa aveva il pavimento a due diversi livelli, con due o tre gradini di separazione per una altezza complessiva di circa 50 cm, non in corrispondenza del presbiterio, ma assai più avanti, tra le prime quattro colonne circolari“…

detta chiesa prima del 1450 esisteva in minori proporzioni e lo attestano le diversa forma delle colonne ed il gradino che l’attraversava alla radice della quarta colonna superiore cilindrica tra la porta sud e la pilastrata opposta del Crocifisso, divisorio tra le cappelle dei Casanova e degli Orengo, e che segnava il limite inferiore del Santa Sanctorum della primitiva chiesa anteriore al 1450, il quale venne distrutto nell’anno 1872, quando per livellazione del suolo e per formazione del nuovo pavimento in marmo insipientemente si distrussero tutte le lapidi sepolcrali, che trovavansi infisse nel vecchio, conservanti le memorie delle più antiche ed illustri famiglie pignesi. Ed in quella disgraziata circostanza si imbrattarono con cemento e calce le colonne e sovrastanti capitelli e si tinsero di nero gli archi“: testimonianza di Ludovico Sicardi (1828-1910)

di Roberto Trutalli di Pigna (IM)

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