Alba Galleano, intellettuale antifascista tra Bordighera (IM) ed il Piemonte

Guido Seborga e la moglie Alba Galleano sul lungomare di Bordighera (IM) neli primi anni ’50

Alba Galleano, nata a Torino nel 1915, ha trascorso, causa di problemi di salute, gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza tra Torino, Meana e Bordighera (IM).

Fu a Bordighera che a 16 anni conobbe Guido Hess (Seborga), di cui s’innamorò immediatamente e che sposò nel 1939 (1).

Frequentò Bordighera per tutta la vita, ma fino alla guerra ci furono anche Forte dei Marmi vicino a casa De Chirico e villa Trossi a Portofino.


Di Guido condivise gli ambienti culturali e i gruppi antifascisti a Torino con Agosti, Galante Garrone, Ada Gobetti, Ciaffi, Navarro, Silvia Pons, Anna Salvatorelli, Raf Vallone, Giorgio Diena e a Bordighera con Porcheddu, Brunati, Lina Meyffret. Entrò poi nella Resistenza e fu Azionista.

E’ restata “famosa” la sua arringa su un tavolo a Trofarello ai soldati sbandati invitandoli alla Resistenza. Erano i giorni successivi all’8 settembre: lei e papà stavano tornando a Torino da Bordighera con l’ultimo treno prima che i tedeschi facessero saltare i ponti.

Prima e dopo la guerra, insieme al marito frequentò Umberto Mastroianni arrivato nel ’28 da Roma, Luigi Spazzapan, Mattia Moreni, Oscar Navarro, Raf Vallone, Vincenzo Ciaffi, Albino Galvano, Carlo Mussa, Giorgio e Rosetta Montalenti, Augusto e Luisotta Monti. Con Luisa Monti Sturani l’amicizia durò per moltissimi anni.
Nell’immediato dopoguerra scrisse su diversi giornali quali “Il Ponte” e “Il Sempre Avanti” dove , a differenza di Mario Gromo su “La Stampa “ e Arturo Lanocita su “Il Corriere della Sera”, fece una recensione molto favorevole a “Paisà” di Rossellini.
Avuti due figli, fu costretta a limitare la sua attività lavorativa, ma partecipò per tutta la vita alle esperienze del marito Guido Seborga sia come consigliera che curandone gli aspetti pratici e accettandone le lunghe assenze.
Fu suo il difficile compito di far quadrare i bilanci familiari e a tale scopo, utilizzando le sue competenze nel campo dell’antiquariato e dell’arte, ha aiutato molte signore torinesi nell’arredamento della propria casa.
Fino all’ultimo giorno della sua vita, che finì nel 1989, curò e diede sostegno a Guido, che la raggiunse nel 1990.

(1) Venivo a Bordighera a trovare mia madre che era allora ospite di un pensionato di suore, io alloggiavo in un cameretta di un albergo, stavo in una specie di mansarda, vicino al municipio, dove comincia il paese alto. Alla mattina mi facevo la barba ad uno specchio accanto alla finestra e spesso e volentieri sotto, in strada, passava Alba. Lei mi chiamava, ci salutavamo ridendo, dandoci un appuntamento giù al mare da Massimo Novelli, L’uomo di Bordighera, Grafhot editore 2009.

di Laura Hess

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