3 stellette su fondo rosso il comandante di Brigata

Fonte: Istituto Nazionale Ferruccio Parri

La VI divisione Garibaldi Langhe, con il suo organico, il suo territorio di competenza, la sua prassi, ecc ne ha fatta di strada prima di giungere alla sua definitiva definizione. E in mezzo a questo processo ci sono i fatti della guerra, le morti dei compagni, i cambi di comandante, i cambi di settore. Ci sono i rapporti con le altre formazioni. Queste, in quanto insieme organizzato di uomini conuno scopo ultimo comune, si possono considerare a tutti gli effetti «organizzazioni politiche». In quanto tali, possiedono un ordinamento e fanno parte di una struttura gerarchica di potere che dal CLN giunge fino alle bande. Seguono regole comuni di azione e di condotta. Esercitano la loro funzione in un determinato territorio e agiscono seguendo direttive generali, ma sono dotate anche di una certa autonomia di azione. Le direttive generali provengono dagli organi centrali, mentre il raggio della loro autonomia è determinato dalle circostanze particolari nelle quali si trovano ad operare. […] Tra il 13 e il 14 novembre [1944] vengono sbaragliate le formazioni maurine, che per sopravvivere si dividono e da Murazzano raggiungono Feisoglio, zona della VI divisione Garibaldi. Qui vengono riorganizzati gli sbandati, ma pochi giorni dopo i partigiani sono costretti a lasciare le posizioni, perché un nuovo rastrellamento lungo il Belbo e la Bormida chiude in un cerchio i partigiani. La 16ª brigata, che ha perso temporaneamente il suo comandante perché ferito, subisce lo sbandamento più grave, mentre la zona occupata da “Mauri” è stata saccheggiata dai nazifascisti di «grano, vino, bestiame ecc.» è…] Qualche tempo prima di quel cambiamento il comandante della 78ª, “Primo”, era stato richiamato dall’ispettore della VI divisione, “Andreis”, per aver fortemente “politicizzato” la sua brigata, estremizzandone alcuni aspetti esteriori. “Andreis”, dopo un primo incontro,sembrava riportarlo a un atteggiamento più moderato <Ha compreso il carattere della nostra lotta e dopo aver cambiato il nome della Brigata da “Stella Rossa” in “Devic” […] è già riuscito a modificare esteriormente ed internamente il carattere della sua Brigata> Probabilmente è proprio per tali ragioni che la brigata cambia denominazione. Ragioni politiche, dunque, motivano la scelta del nome, ma ad esse sono da aggiungere motivi dicarattere pratico. Il nome di una brigata, riferendosi a un universo culturale ben definito,è anche un marchio che richiama l’attenzione di determinati gruppi o singoli piuttostoche di altri. La 78ª, ad esempio, nominandosi “Stella Rossa”, aveva come scopo quello di distinguersi politicamente dal resto delle formazioni e, all’interno delle Garibaldi, quello di sottolineare un carattere più intransigente. Rinominando la brigata – e soprattutto depurandola da segni esteriori di chiara marca comunista – “Andreis” era riuscito nell’intento di rendere più “appetibile” l’ingresso nella brigata da parte di elementi non politicizzati.[…] .Giampaolo De Luca, Partigiani delle Langhe. Culture di banda e rapporti tra formazioni nella VI zona operativa piemontese, Tesi di Laurea, Università degli Studi di Pisa, Facoltà Lettere e Filosofia, Corso di laurea magistrale in Storia e civiltà, Anno Accademico 2012-2013

Fonte: Istituto Nazionale Ferruccio Parri

STELLA TRICOLORE, Giornale dei Garibaldini della VI^ Divisione “Langhe”, giornale che esce ad Alba nel periodo della libera repubblica partigiana (10 ottobre – 2 novembre 1944) come organo della 6. divisione Garibaldi “Langhe”. Il primo numero, costituito da quattro pagine, è datato 29 ottobre 1944. Seguono altri quattro numeri tra il 15 novembre 1944 e il 6 maggio 1945. A partire dal numero 3 (31 gennaio 1945), stampato presso la tipografia Casarico di Dogliani, la testata assume come sottotitolo la dicitura “Periodico delle Brigate Garibaldi nelle Langhe”. Gli ultimi due numeri, di sei pagine ciascuno, figurano a cura del Commissariato del Raggruppamento divisioni d’assalto Garibaldi delle Langhe. Numerosi sono i collaboratori del giornale, appartenenti perlopiù ai comandi della 6ª e della 14ª divisione. Tra gli autori degli articoli figurano infatti Marco Fiorina (Kin), Massimo Tani (Max), Giovanni Latilla (Nanni), Domenico Ballarino (Nico), Giuseppe Guerra (Remo), Celestino Ombra (Tino), Arturo Besson (Trentin), Giuseppe Berra (Andrea), Piero Maria Zoccola (Martin), Mario De’ Cavero (Pablo), che firma alcuni componimenti poetici, e Giordano Bruno Sclavo (Jim). Una parte degli scritti di quest’ultimo risulta pubblicata in anticipo su “Il Compagno”, giornale del distaccamento “Giovanni” della 16ª brigata Garibaldi “Generale Perotti”. La testata, il cui titolo allude simbolicamente all’unità nazionale di matrice risorgimentale, si propone di presentare un’immagine ideale delle formazioni garibaldine all’interno di un contesto resistenziale unitario. Trovano inoltre spazio riferimenti alla quotidianità della vita partigiana, tratti dai giornali murali di alcuni distaccamenti, interventi di formazione politica, ricordi di caduti e contributi sulla Francia redatti da Bernard Spiegelmann (Metz) ed Eugène Bazin (Bazin).
Bibliografia:
Pablo (Mario De’ Cavero), …e brillarono fuochi sui monti… (Poesie partigiane, quadri e favole satiriche), Roggero & Tortia, Torino s.d. [post 1945].
Renzo Amedeo, Giornali, partigiani e non, durante e intorno all’occupazione di Alba, in Alba libera, Atti del convegno di studi «La libera repubblica di Alba, 10 ottobre – 2 novembre 1944», Città di Alba, Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia, Alba, 1985, pp. 87-88.
Mario Giovana, Guerriglia e mondo contadino. I Garibaldini nelle Langhe 1943-1945, Cappelli, Bologna, pp. 221-222.
Tommaso Salzotti, Francesco Vissio, un tipografo-editore: dalla stampa locale alla stampa clandestina, “Notiziario dell’Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia”, dicembre 1990, n. 38, p. 46.
Marta Bonzanini (a cura di), Con le armi e con la penna. Poesia clandestina della Resistenza, Interlinea edizioni, Novara 2009, pp. 85-86.
Sottotitoli del periodico: giornale dei garibaldini della 6. Divisione; periodico delle brigate Garibaldi nelle Langhe

Autore della scheda: Andrea D’Arrigo in Istituto Nazionale Ferruccio Parri

1 marzo 1945 – Dal comando della VI^ Divisione d’Assalto Garibaldi “Langhe”, prot. n° 13, al comando generale – Comunicava che ogni squadra, divisa in due nuclei, era formata da 10-15 uomini; che ogni Distaccamento era formato da 3-5 squadre e la Brigata da 300-400 uomini, e che il valore dei distintivi era il seguente: 3 stellette su fondo rosso indicavano il comandante di Brigata; 3 stellette su fondo verde il commissario di Brigata; 2 stellette su fondo rosso il vice comandante ed il capo di Stato maggiore di Brigata; 2 stellette su fondo verde il vice commissario di Brigata o il commissario di Distaccamento; 1 stelletta su fondo rosso indicava un addetto al comando di Brigata ed 1 stelletta su fondo verde il vice commissario di Distaccamento.

19 marzo 1945 – Dal CLNAI, prot. n° 229, al Comando unificato regionale ligure – Veniva chiesto di attivarsi per la liberazione della signora Lucia Giletta in Marziano, ostaggio dei tedesci a Villa Ober di Sanremo fin dal 9 novembre 1944. La signora era la moglie del patriota colonnello Giuseppe Marziano, capo di Stato Maggiore della VI^ Divisione “Langhe”.

documenti Isrecim in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio – 30 Aprile 1945)– Tomo II – Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia – Anno Accademico 1998 – 1999

Precedente Traducendo Brecht (di Franco Fortini) Successivo Lettere a Cristina Campo del Marqués de Villanova