Il Robin Hood Rosso morto in URSS in circostanze ambigue

Max Hoelz, classe 1889, era venuto al mondo in una famiglia di contadini della Sassonia. Poca scuola e poi subito a lavorare come bracciante.

Ancora giovanissimo si era spostato dentro e fuori la Germania svolgendo diverse occupazioni, fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, quando si arruolò nell’esercito.

Fu proprio l’esperienza del fronte a forgiare le sue opinioni politiche. Dopo il suo ritorno a casa divenne prima un militante della fazione antimilitarista che si era staccata dalla SPD tedesca, e in seguito aderì al Partito Comunista. Da subito emerse la sua volontà di realizzare nella pratica ciò che altri ventilavano solo come ipotesi.

Nel febbraio 1919 compì le prime azioni a favore dei poveri e dei disoccupati, requisendo con la forza cibo e carburante nella città di Falkenstein.

Da lì in poi la sua fama crebbe e nel giro di un anno riuscì ad organizzare una vera e propria Guardia Rossa, che mentre si batteva contro i Freikorps di estrema destra, l’esercito e la polizia, requisiva provviste per gli indigenti, imponeva prezzi calmierati, raccoglieva fondi per gli scioperanti ed espropriava beni ai ricchi.

Queste pratiche lo portarono in rotta di collisione con i vertici del KPD e della SPD, ma gli fecero guadagnare l’appoggio incondizionato di tanti lavoratori.

Le pubbliche autorità reagirono alla situazione inviando l’esercito e mettendo una cospicua taglia sulla testa del “Robin Hood Rosso”, che riuscì a sfuggire alla cattura fino al 1921. Accusato di un omicidio che non aveva commesso, fu condannato all’ergastolo.

Molti si mobilitarono per la sua liberazione, che però avvenne solo nel 1928, a seguito di un’amnistia generale.

In seguito all’affermazione crescente del nazismo, Max decise di emigrare in URSS.

Qui lavorò in fabbriche e miniere, scoprendo che le condizioni delle classi subalterne non erano quelle descritte dalla propaganda sovietica. Non tardò allora a manifestare le sue posizioni critiche verso il regime, fatto che gli procurò le attenzioni della GPU e dell’NKVD. Il 15 settembre 1933 il suo corpo senza vita fu ripescato da un fiume. Secondo le autorità era annegato, ma più probabilmente era stato assassinato.

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